LA PAROLA E' TUTTO.. E' L'UNICA COSA CHE DISTINGUE L'UOMO DALLE BESTIE. MA DISTINGUE ANCHE LE BESTIE TRA GLI UOMINI. |
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| Καλεπα τά καλα | |
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Brutte facce nuove...AVVISO AI VISITATORI...Questo come ogni altro blog è tutelato dalla legge 675 del 1996 (tutela della privacy), dall'estenzione della suddetta avutasi con il Decreto Legislativo N°196 del 30/06/2003 e dalle norme costituzionalmente garantite al Nome, alla persona ed all'immagine ed all'onore.
QUINDI tutto il materiale (scritto e fotografico, nomi, dati, testi) pubblicato sul mio blog non può essere utilizzato senza il permesso mio o dei rispettivi autori, pena denuncia alla Polizia Postale. Lo stesso vale per la diffamazione e la calunnia, che seguono il medesimo regime giuridico-penale della calunnia e/o diffamazione a mezzo stampa (reato lesivo dell'onore), quindi si sporge lo stesso tipo di denuncia ed iter burocratico. Ciò vale anche nel caso di anonimi, poichè la Polizia Postale può richiedere l'elenco degli IP che hanno effettuato l'ingresso al blog. DETTO QUESTO Sei gentilmente pregato, se lasci segni del tuo passaggio, di non essere volgare o minaccioso... Sei libero di dare la tua opinione, ma ricordati che nessuno te l'ha chiesta... Se contravverrai alle mie umili richieste non solo i tuoi commenti saranno cancellati, ma finirai anche a quel paese in un battibaleno... Chiaro? Ricorda... La capacità di parlare non ti rende intelligente. ![]() PER COLORO I QUALI SI DIMOSTRERANNO DEI DEGNI FREQUENTATORI, INVECE... Signori, benvenuti al Fight Club. Prima regola del Fight Club: non parlate mai del Fight Club. Seconda regola del Fight Club: non dovete parlare mai del Fight Club. Terza regola del Fight Club: se qualcuno grida basta, si accascia o è spompato, fine del combattimento. Quarta regola: si combatte solo due per volta. Quinta regola: un combattimento alla volta, ragazzi. Sesta regola: niente camicia, niente scarpe. Settima regola: i combattimenti durano per tutto il tempo necessario. Ottava e ultima regola: se questa è la vostra prima sera al Fight Club... dovete combattere UE' ANIMALI, ATTENTI COMUNQUE... ![]() ...DIO VI SGAMA! QUINDI NON FATE STRONZATE... WHAT ABOUT ME?..CIAO...
![]() MY PERSONAL BRAND ![]() LO ZODIACO DICE... ![]() DESIRES ![]() © Ladypersefone UNA GRANDE VERITA' ![]() LA SQUADRA DEL CUORE ![]() L'amore, la fede, la passione, la maglia... La Juve o la si ama o la si odia, e personalmente mi vanto di amarla da quando ho capacità di intendere e di volere... Perchè dopo il giusto repulisti totale il mondo deve sapere che la Juve siamo noi! (Visto Fabio? L'ho fatto, finalmente!) IL NOSTRO CAPITANO QUALCUNO HA NOTATO UNA SOMIGLIANZA... ![]() MY LOVED SECRET HOMELAND ![]() Io sono italiana per molti aspetti, ma una parte di me diverge completamente da quello che è il prototipo della donna del Sud. Come dice un mio amico, io sono svedese dentro. Non amo le riunioni di famiglia anche se amo la mia famiglia, odio il caldo, ho un'impostazione mentale di tipo "nordico" per quanto riguarda diritti e libertà fondamentali... Perciò celebrare il mio Paese virtuale mi sembra il minimo... MY PARTY ![]() Scegli di andare... dove? Indovina... MY FRIENDS ![]() ![]() ![]() ATTENZIONE! ![]() ASCOLTO SEMPRE... ![]() MY E-M@IL ladydaisydurden@yahoo.it Pay attention: non è un contatto di Msn Messenger. Scrivimi solo se credi di avere qualcosa intelligente o interessante da dirmi. GREAT PHOTOS, GREAT PEOPLE ![]() MY FAVOURITE DESIGNERS ![]() ![]() E' SEVERAMENTE VIETATO PARLARE DI...![]() Maurizio Costanzo e suo marito Maria De Filippi ![]() Veline, Schedine, Letterine, vallette varie ![]() Tronisti, Amici di Maria, fighetti insulsi di varia natura ![]() Topi ![]() Piccioni ![]() Teletubbies ![]() Wlady ![]() Mr. Lui MA POTETE LIBERAMENTE ALLUDERE A...![]() Libri ![]() Arte ![]() Cinema ![]() Fotografia ![]() Alcuni picchiaduro di razza :D ALTER EGOSSe fossi un cartone animato, sarei Hitomi Kusugi... Occhi di Gatto.
![]() Se fossi un militare sarei il sergente maggiore Hartman (ringrazio Fabio per avermi suggerito di metterlo anche sul blog, abbiamo passato la giornata di ieri a dire "Chi ha parlato?! Chi cazzo ha parlato?!" al lavoro) ![]() E se proprio devo diventare bionda, Dio, tramutami in lei. ![]() APPROVO, BENEDICO E AMO...1. L'arte, sopra ogni cosa. La creatività umana e le sue dimostrazioni, la capacità di alcuni di rappresentare un'emozione, renderla "viva" attraverso le parole, i suoni e le note, le immagini e i colori, i movimenti.
2. Le persone che rispettano il tuo modo di essere anche se non lo condividono, quelle che sanno lasciarti i tuoi spazi, che perorano le proprie cause e sostengono le proprie idee senza necessariamente soffocare o ridicolizzare le tue. Anche i nemici, se degni di rispetto 3. Gli amici veri, le serate passate e raccontarsi le parti della vita che non si sono vissute insieme e ricordando quelle per le quali questo invece è stato, fare progetti con loro. Le persone che sanno capire i miei bisogni, comprendere e rispettare i miei limiti anche quando io non mi rendo conto di essi o li nego; la maniera in cui si integrano col mio mondo interiore, come se ne avessero sempre fatto parte pur restando individui a sé stanti, indipendenti; il modo in cui, essendo così diversi da me, si rendono parte importante della mia vita. Starmi accanto non è facile, e chi ci riesce merita tutto. Tutto. 4. Le esperienze di vita. Sono le uniche cose in grado di far maturare una persona; il dolore non sempre fa male. 5. L'amore, ma quello vero. Non quello sulle copertine dei giornali, non quelo che "se non o sanno tutti non è amore", quello che nasce senza fretta, giorno dopo giorno, fra due persone che si scoprono sì diverse ma necessarie l'una nella vita dell'altra. L'amore assoluto. ROOTS![]() Piazza Italia... Amore ed odio per il mio paese d'origine. Odio per la mentalità ancora troppo chiusa, per le chiacchiere vuote, per i preconcetti soffocanti, per la mancanza di prospettive per il futuro. Amore per i miei parenti e per i miei amici, persone uniche, che sanno farmi stare bene, farmi sentire a casa, amata, importante. My bridge over troubled water. Sempre. ABIURO, MALEDICO E DETESTO...1. Odio chi non capisce quello che sto scrivendo. Gli ignoranti, gli idioti che fanno finta di non capire quando stai spiegando loro qualcosa solo perchè questo qualcosa non fa comodo a loro. I superficiali. Gli individui che non sono curiosi verso nulla che non li riguardi; gli apatici.
2. L'idealismo esasperato. Il desiderio di alcuni di dominare le vite altrui, senza dare agli altri la possibiità di sbagliare, redimersi, tentare altre strade. Chi vuol sempre salvare tutto e tutti. Non sei Dio, quindi togliti il costume da Superman e smetti di vivere la vita degli altri. 3. Chi non sa essere un po' egoista. Non completamente. Solo un po'. Non è una provocazione; sono profondamente convinta che ognuno di noi debba esserlo. Per alimentare l'istinto di conservazione, per riuscire a realizzare se stesso, per mettersi sempre al centro della sua vita. 4. L'ipocrisia, che purtroppo tocca tutti, a diversi livelli. Detto da una che fa Scienze Politiche ad indirizzo internazionale potrebbe essere classificato quasi reato, ma forse il mondo funzionerebbe meglio se le persone si parlassero e si ascoltassero di più a vicenda, senza sotterfugi, incomprensioni, giri di parole. 5. I perbenisti, QUELLI CHE BENPENSANO, che, nel migliore dei casi, sono tremila volte più stronzi di quelli che giudicano e di quelli sui quali sputano sentenze! LinkIL MEGLIO DI GIOVANI...BENNAKER
INTOTHENOISE AEROPERDUTI BART983 UN TIZIO QUALUNQUE LADYPERSEFONE IXTLAN INAFFERRABILEREY DOSELETALE XVIIARCANO LEX PINKERTON WELLER DEVIN PINKERTON WELLER GERARCA MARCOMX10 XXDINCIBACCO NORTHzWIND ALISENZANGELO e il suo bel sito personale BOVEFELICE 0THANKYOUORIANA0 BLUEICE HOMER84TO LOVERKISS DENTRIMIEIVUOTI SKYFABY WEIL JURKIN MIGIUSTIFICO ELEKTRICIZ PURTROPPO SUCCEDE ANCHE QUESTO...IN GIRO PER IL WEB...UN UOMO, UN MITO: CHUCK NORRIS!
![]() Mi sento di fare del proselitismo per quest'uomo... Prima era fra i link, un amico mi ha convinto a dedicargli uno spazio tutto suo con tanto di foto... Visto che ci rido sopra fino a piangere, tutte le sere da un mese circa, minimo glielo devo...! Mitico! Apocalypse Now: the original Chuck Norris edition IL PRIMO VERO TUTTOLOGO AL MONDO: MCGYVER! Anche per quest'uomo, proselitismo estremo!!! Scoperto oggi, destinato a restare tra i miei preferiti tutta la vita! Un esempio? Una volta Superman ha sfidato McGyver: "Se con una lattina e dello spago riuscirai a volare più velocemente di me farò quello che vorrai." Da allora Superman gira con le mutande sopra ai calzoni. E NE HANNO FATTO UN ALTRO!!! ROTTEN DOT COM Ecco dove vado quando voglio farmi del male, causarmi conati di vomito, avere incubi... Eh sì sono incredibilmente impressionabile, ogni tanto ci provo ma finisco sempre per chiudere tutto alla prima foto... Troppo poco pelo sullo stomaco, forse? LEGA ANTI VASCO Finalmente! Finalmente! Finalmente! ![]() UN MITO, l'unico uomo ad avere due sole espressioni: quella da cattivo e quella da cattivo col sigaro in bocca... E CHI SE LO SAREBBE MAI ASPETTATO DA CESARE? ![]() Un blog davvero intelligente, mai qualunquista. BEPPE GRILLO ![]() Il più grande! Dicono di meHo fatto una specie di sondaggio per rispondere a questo quesito... Riporto fedelmente le risposte ottenute. Sogni nel cassettoNon li tengo nel cassetto... mia madre è un'impicciona ed andrebbe a curiosarci dentro.
Li tengo dentro di me nella speranza di realizzarli... Vorrei realizzarmi dal punto di vista professionale, qualsiasi lavoro mi destinerà la vita. Vorrei imparare il gaelico, il tedesco, il russo e lo spagnolo. Vorrei fare bunjee jumping. Vorrei poter tornare indietro nel tempo a piacimento, a conoscere Michelangelo Buonarroti, Raffaello Sanzio, Leonardo da Vinci, Hans Mamling, Jan Van Eyck, Anthony Van Dyck, Carlo V, Giovanna d'Arco, Elisabetta I, Lorenzo de' Medici, Gian Lorenzo Bernini, Lucrezia Borgia, Napoleone Bonaparte, Mazzarino, Richelieu, Rousseau, Diderot, Voltaire, John Locke, Thomas Hobbes, John Stuart Mill, Robespierre, Marat, Emily Bronte, Maria Antonietta di Francia, Luigi XIV, Caterina II di Russia, Francesco Borromini, il Ghirlandaio, il Perugino, Andrea del Verrocchio, i fratelli Grimm, il re ed i cavalieri che hanno dato origine al ciclo bretone e alle leggende della Tavola Rotonda (chiamiamoli Artù e company), Dante Alighieri, Giovanni Boccaccio, Omero, il Pelide Achille, Ettore di Troia, Patroclo, Ulisse, Diomede, Agamennone, Menelao, Nestore, Pericle, il generale Leonida delle Termopili, Archimede, Pitagora, Biante da Priene dei Sette Savi, Socrate, Aristotele, Alessandro Magno e la sua torma,, Andrea Mantegna, Pietro il Grande, Ivan il Terribile, Vlad Tepes III, Federico II di Svevia, Platone, Giulio Cesare, Valeria Messalina, Gesù di Nazareth (non per poter dire "Ho visto Dio", ma per vedere quanta verità c'è nei Vangeli), Riccardo Cuor di Leone, Goffredo di Buglione, Bernardo di Chiaravalle, Ugo di Payns, Jacques de Molay, Filippo il Bello, Cleopatra, Ashepsut (la curiosa regina egizia che si travestiva da uomo per poter essere Faraone), Ramses II, Nerone, Caligola, Attila, Federico Guglielmo II di Prussia, Ottone I di Sassonia, Carlo Magno, Carlo Martello, Torquato Tasso, John Milton, Turoldo (il presunto autore della Chanson de Roland), Mecenate, Cesare Augusto, Jim Morrison, John Lennon (giusto per chiedergli perchè solo per una che gli passava l'LSD ha lasciato i Beatles), Kurt Cobain, John Fitzgerlad Kennedy, Ernesto Che Guevara (per dimostrare al mondo che è l'antitesi del pacifismo e della giustizia sociale), Emiliano Zapata, Winston Churchill, Adolf Hitler, Benito Mussolini, Lenin, Stalin, Karl Marx, Friedrich Nietzsche, Marco Travaglio (ce l'ho fatta!), Massimo Gramellini (Ce l'ho fatta!), Indro Montanelli, Enzo Biagi (purtroppo, per gli ultimi due, devo sperare che passi ancora molto tempo). Vorrei ascoltare Freddie Mercury e Maria Callas che scaldano la voce. Vorrei andare al concerto di Central Park di Simon & Garfunkel, a quello dei Queen a Wembley. Vorrei poter vedere le donne più sicure in futuro. Vorrei vedere gli uomini più rispettosi delle donne. Vorrei diventare amica di Oriana Fallaci. Vorrei vedere meno coppie divorziate. Vorrei vedere meno gente morire di fame. Vorrei trovarmi nell'occhio di un uragano e, semplicemente, levitare. Vorrei poter vedere le Isole Far-Oer. Vorrei poter possedere una casa in Valle d'Aosta ad almeno duemilaottocento metri. Vorrei visitare i castelli della Loira, il Museo del Louvre, il British Museum, i Musei Capitolini, tutti i castelli medievali d'Europa, la Galleria degli Uffizi. Vorrei rivedere Città del Vaticano. Vorrei avere casa a Firenze su Piazza della Signoria, una a New York su Central Park Avenue, una su Pensylvanya Avenue a Washington (per essere la vicina di casa di Bush e potergli fare i dispetti). Vorrei poter avere una biblioteca tutta mia, con gli scaffali di legno scuro che arrivano fino al soffitto, magari alto sette metri, un montarichi su cui salire per recuperare i libri (la comodità è tutto, se ti piace leggere :D). Vorrei poter regalare a mio padre, mia madre ed i miei fratelli tutto quello che desiderano, ma proprio tutto, perché ci sono attimi in cui mi chiedo se sarei quello che sono senza di loro, e non faccio altro che pensare "GRAZIE". Vorrei poter diventare meno polemica, non sentire sempre la necessità di lottare per affermare quello che secondo me è giusto e vero, perchè mi sono resa conto che non porta a molto se chi ti circonda è falso e bugiardo come gli dei di Virgilio secondo Dante. Vorrei poter dare una lezione al mio ex, una lezione di vita, non botte, per dimostrargli quanto fa male un comportamento menefreghista, ipocrita e bastardo come il suo. Vorrei non vedere persone che in nome del loro dio si fanno saltare in aria fra la gente o usano la violenza come strumento di persuasione. Vorrei non smettere mai di desiderare e sognare, perchè, perdonate il luogo comune, solo allora sarei davvero morta. POTERE AI PALLIDI![]() Sei abbronzato dodici mesi l'anno? Ti fai le lampade? Vaffanc...! Sei anche tu cereo, anche tu sei obbligata a comprare lo 00 come fondotinta? benvenuti nel CLUB DEI PALLIDI ![]() ZIA FRAN DURDEN CONSIGLIA DI LEGGERE...- I BUDDENBROK (Thomas Mann) - Ascesa e declino di una famiglia.
- IL SIGNORE DELLE MOSCHE (William Golding) - Baal-Zebub, il signore dello sterco, del letame, e per metonimia anche il signore delle mosche. Eccolo diventare una testa di scrofa impalata su un'isola deserta, ed eccolo incarnarsi spietato, iracondo, assetato di sangue, in un gruppo di ragazzini. - FARENHEIT 451 (Ray Bradbury) - Quest'uomo ha messo su carta una delle mie più grandi paure. - LA MONTAGNA INCANTATA (Thomas Mann) - Un lungo cammino interiore. - CIME TEMPESTOSE (Emily Bronte) - Amore, odio, vendetta, rancore, perdono, catarsi, rinascita, eternità. - FIGHT CLUB (Chuck Palanhiuck) - Un capolavoro. Nichilismo, disillusione, desiderio di riscatto e redenzione, volontà di cambiamento, conquista della dignità attraverso il sacrificio, la violenza ed il rispetto delle regole, coraggio di affrontare se stessi. - 1984 (George Orwell) - Visionario quanto incredibilmente applicabile alla realtà. - I FIORI DEL MALE (Charles Baudelaire) - A mio modesto parere, le migliori poesie francesi. - UN UOMO (Oriana Fallaci) - La migliore scrittrice italiana del 900 racconta il suo più grande amore nonchè il suo più grande dolore, rappresentati da un solo uomo: Alekos Panagulis. - LE AFFINITA' ELETTIVE (Johann Wolfgang Goethe) - Magnifico. - IL CLUB DUMAS (Arturo Perez-Reverte) - Alla ricerca di libri antichi Lucas Corso incanta tutti, dal lettore al diavolo. - LA LUPA (Giovanni Verga) - Il dominio del corpo sulla mente. - COSI' PARLO' ZARATHUSTRA (Friedrich Wilhelm Nietzsche) - Il domio della mente... Su tutto. - CUORE DI CANE (Michail Afanas'evic Bulgakov) - L'animale umano o l'umano animale? - ILIADE (Omero) - 15.693 eccezionali versi per la rabbia di un solo uomo. Visto il risultato... Menomale che gli son saltati i nervi. - ODISSEA (Omero) - L'uomo dal "multiforme ingegno" e le sue gesta. - DIVINA COMMEDIA (Dante Alighieri) - La più grande opera di immaginazione dell'aldilà, oltre che un mirabile esempio poetico. - PARADISO PERDUTO (John Milton) - Spettacolare... Quasi ai livelli del precedente. - PARADISO RICONQUISTATO (John Milton) - Altrettanto bello. - CANTI (Giacomo Leopardi) - Alcune delle migliori poesie italiane di sempre. - JACKFLY (Nicola Scambia) - Lo spietato mondo della finanza in un libro realistico e, purtroppo, reale. - I TRE MOSCHETTIERI (Alexandre Dumas padre) - Uno per tutti, tutti per uno. - JACK FRUSCIANTE E' USCITO DAL GRUPPO (Enrico Brizzi) - Una delle migliori opere prime mai viste. Fresco, giovane e così... vero. ZIA FRAN DURDEN CONSIGLIA DI GUARDARE...- FIGHT CLUB (David Fincher, 1999) - Un grande Edward Norton, un immenso Brad Pitt. Un ottima fotografia. Dall'omonimo libro di Palahniuck.
- AMERICAN BEAUTY (Sam Mendes, 1999) - Bello, bello ed ancora bello. - L'ESERCITO DELLE 12 SCIMMIE (Terry Gilliam, 1996) - Viaggi nel tempo per salvare il mondo ma sbagli ogni cosa. Un grande Brad Pitt nei panni del folle. Da Oscar, secondo la mia modesta opinione. - OGNI MALEDETTA DOMENICA (Oliver Stone, 1999) - Il discorso di Tony D'Amato vale tutto il film, che pure è un gran film. - IL NEMICO ALLE PORTE (Jean Jacques Annaud, 2001) - Una sfida personale durante una delle più grandi tragedie della storia. - LE IENE (Quentin Tarantino, 1992) - Il miglior Quentin. - IL LAUREATO (Mike Nichols, 1697) - Una storia torbida e morbosa nell'America bene degli anni 60. - MONSTER (Patty Jenkins, 2003) - Ecco cosa può produrre una cronica mancanza d'amore. - LA RAGAZZA CON L'ORECCHINO DI PERLA (Peter Webber, 2003) - L'incontro di due spiriti affini. - DOPO MEZZANOTTE (Davide Ferrario, 2003) - Una storia singolare, una fotografia spettacolare, una Torino spettrale e bellissima. - FULL METAL JACKET (Stanley Kubrick, 1987) - Mi piace tutto il film, ma soprattutto trovo realistico il tentativo di lavaggio del cervello ai soldati durante l'addestramento. - L'ESORCISTA (William Friedkin, 1973) - E' un film che ha fatto epoca, il primo del suo genere... Non è un horror splatter, anche se quegli effetti speciali oggi fanno ridere per il tempo dev'essere stato un vero e proprio incubo andare al cinema... Chi scrive ha avuto paura di "The Ring", fate vobis... Colonna sonora da brividi by Mike Oldfield, un grande della elettronica. - AMADEUS (Milos Forman, 1984) - La vita romanzata del più grande musicista di tutti i tempi. - TROY (Wolfgang Petersen, 2004) - Strapieno di errori storici, riesce a rivelare appieno, attraverso degli ottimi attori, il carattere di ognuno degli eroi. PERSONAL IDOLS AND STUFF LIKE THAT...![]() KURT COBAIN ![]() HOMER J. SIMPSON ![]() NED FLANDERS ![]() BORAT (ALI G) ![]() DEPECHE MODE ![]() METALLICA ![]() IRON MAIDEN ![]() PEARL JAM ![]() JEAN-MICHEL JARRE ![]() SIMON & GARFUNKEL ![]() THE BEATLES[img] ![]() SOUNDGARDEN ![]() PJ HARVEY ![]() BRAD PITT ![]() JULIAN MCMAHON ![]() LA BIRRA ![]() AFTERHOURS ![]() MERYL STREEP ![]() MEG RYAN ![]() HILARY SWANK ![]() AL PACINO ![]() ROBERT DE NIRO ![]() DUSTIN HOFFMAN ![]() JOHN TRAVOLTA ![]() QUENTIN TARANTINO ![]() IL VENERABILE MAESTRO YODA ![]() TRINITY, NEO E MORPHEUS ![]() SAINT SEIYA titolo nuovo riquadro | 13 Marzo 2009
NON SI ESCE VIVI DAGLI ANNI 70Non lo avevo capito. No no. Non sono stata abbastanza sveglia, perché mi era proprio sfuggito, e anche il calendario mi inganna in continuazione. Viviamo negli anni 70! Sveglia gente! L'Apollo 13 è appena rientrato avventurosamente, Battisti canta ancora Mogol, Mina canta ancora Battisti in tv, De André è in tournée con la PFM, Kissinger ha ritirato or ora il Nobel e gli Usa si sono liberati da poco di Nixon. Senza contare che sono appena arrivate le notizie della morte di Casalegno e del rapimento di Aldo Moro. Nel frattempo studenti di destra e di sinistra si picchiano a Palazzo Nuovo. Giusto l'altro giorno, data che il calendario erroneamente riportava come 9 marzo 2009, il Fronte Universitario d'Azione Nazionale, il FUAN, ha cercato di installarsi con un banchetto propagandistico a Palazzo Nuovo in vista delle elezioni universitarie e i componenti dei vari collettivi autonomi si sono opposti, prima con uno striscione e poi con qualche uovo. I ragazzi del FUAN si appellano alla democrazia, accusando quelli dei collettivi di precludere loro la libertà di parola. Questi, dal canto loro, rispondono che la n. XII delle Disposizioni Transitorie e Finali della nostra Costituzione recita letteralmente "È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista" e nonostante la negazione (ridicola?) di legami col succitato partito cercano di sbattere loro la porta in faccia. Non ci riescono perché gli altri sono accompagnati, o meglio scortati, dalla Polizia, che li ha caricati. Facciamo un piccolo sillogismo. Il FUAN è nato come ramo universitario del Movimento Sociale Italiano e durante la "svolta di Fiuggi", nel 1995, è diventato Azione Universitaria, parte integrante di Azione Giovani, la formazione giovanile di Alleanza Nazionale; alcune formazioni locali, come quella di Torino, preferiscono però utilizzare ancora il nome tradizionale. AN è recentemente confluita nel Popolo delle Libertà, il partito che attualmente detiene la maggioranza assoluta in Parlamento ed è al governo. In Parlamento AN ha nel Presidente della Camera il suo esponente più illustre, Gianfranco Fini, non solo per il ruolo che ricopre attualmente, ma per i suoi trascorsi. E' uno dei pochi politici di professione rimasti, era il delfino di quel politico di razza che, piaccia o meno, è stato Giorgio Almirante; è un personaggio di una certa rilevanza nel panorama politico del Paese, insomma. E' lo stesso che in visita in Israele, allo Yad Vashem, ha definito il Fascismo come "parte del male assoluto" e le Leggi Razziali del 1938-39 come "un'infamia". Sarà pur vero che "quando c'era lui i treni partivano in orario", ma erano carichi di Ebrei da gasare in Polonia. Il sillogismo a cui volevo giungere pertanto è questo: può questo governo far proteggere dalla Polizia in assetto antisommossa uno sparuto gruppetto di aderenti ad una delle sue frange, considerando anche che questi dimostrano di vivere nel passato (in parallelo ai Comitati Leninisti Operai e company, aggiungo)? Se FUAN=AN, AN=PDL e PDL=Governo, può quest'ultimo tutelare la propaganda di chi entra nella sede delle facoltà umanistiche di Torino facendo il saluto romano? Può ignorare o fingere di ignorare che anche se il FUAN non si chiama ufficialmente Partito Fascista 2 de facto si autodefinisce fascista*? Può altresì ignorare il punto XII delle Disposizioni Transitorie e Finali e non predere provvedimenti? Può questo stesso governo utilizzare le Forze dell'Ordine come un'arma contro chi ha un pensiero difforme dal proprio e da quello dei suoi simpatizzanti? Può il tutto passare praticamente inosservato nelle tv nazionali? Lungi da me difendere cretini, perchè di semplici cretini si tratta, di ogni schieramento, che arrivano alle mani senza motivo; lungi da me difendere il Rettore dell'Università di Torino, che sembra essere completamente all'oscuro dell'ingresso della Polizia che egli stesso avrebbe dovuto autorizzare di persona; lungi da me pronunciarmi a favore dell'una o dell'altra parte, ma penso che sia necessario un intervento in materia di reati d'opinione e violazioni costituzionali, per TUTTI, per la destra che fa il saluto romano e per la sinistra che non vorrebbe liste di destra all'Università, che è comunque un luogo pubblico a cui chiunque ha il diritto di avere accesso a tutti i livelli, nei limiti della legalità. Senza dimenticare una cosa che farebbe un gran bene a tutti: una bella lezione di storia d'Italia. *Da http://www.ilfronte.org, sezione Chi siamo . "...attualmente, sarebbe anacronistico definirsi fascisti. Ma paradossalmente non possiamo negare che se inostri ideali (Dio, patria, famiglia, fratellanza, lavoroecc) in cui crediamo hanno avuto la massima esaltazione nel ventennio fascista, allora analizzando bene possiamo dire che la nostra ideologia è fascista. ATTENZIONE: ti ripeto che non ci si può definire fascisti al giorno d'oggi, poichè siamo in un contesto culturale, storico e sociale totalmente differente rispetto agli anni 30, però sta di fatto che se crediamo in quegli ideali, non possiamo fare altro che prenderne atto e renderci conto che sono ideali su cui siè fondata l'intera dottrina fascista e su cui si sono creati 20 anni di Storia. 25 Febbraio 2009
AGAIN? NO, THANK YOU...E' incredibile, come le persone capiscano fischi per fiaschi da un link. 23 Dicembre 2008
PRIVO DI TITOLOHo dentro un'amarezza incontenibile. 11 Ottobre 2008
CARO BENEDETTO XVI......Eluana, in barba ai suoi divieti, fa da sé. 03 Ottobre 2008
CAPITOLO 1Il vecchio prete si guardò alle spalle per l’ennesima volta. L’uomo che lo seguiva da quattro isolati non lo mollava. Cercò di accelerare il passo, ma rimase schiacciato dalla fatica: li separavano ormai meno di quindici metri e poco meno di cinquant’anni. Padre Hans Von Weber si accorse di ansimare. E di tremare di paura. Tutti gli sforzi per non essere trovato erano stati vani. Aveva cambiato nome e preso i voti subito dopo la Seconda Guerra Mondiale; aveva trascorso quarant’anni in Sud America spostandosi da una missione all’altra, occupandosi degli ultimi tra gli ultimi della Terra. Il suo ritorno in Germania, ventitré anni prima, lo aveva condotto in tre parrocchie di campagna e in una di queste viveva, in Assia, a settanta chilometri dalla sua città natale, Francoforte. I suoi protettori non avevano mai mancato di aiutarlo; per tutti gli anni passati da fuggiasco aveva sempre sentito la presenza invisibile della Mano di Dio, una mano che non aveva esitato ad uccidere per lui. In quel momento però era solo. Completamente solo ed indifeso, e sfuggire a quell’uomo era impensabile. Sentì qualcosa di duro puntare energicamente contro la sua schiena e sussultò. Era stato raggiunto. - «Chi sei?» - «Questo non ha importanza, maggiore Hartmann.» - «Si sbaglia, signore. Il mio nome è Hans Von Weber, ha sbagliato persona.» Aveva la fronte imperlata di sudore. Una mano d’acciaio gli stritolò il braccio destro all’altezza del gomito. - «È curioso, padre Von Weber… vede, per quanto ne so io lei è il Hans Hartmann, maggiore della Luftwaffe, pilota pluridecorato considerato il Barone Rosso della Seconda Guerra Mondiale… è davvero curioso, non crede?» - «Lei si sbaglia! Non sono la persona che sta cercando!» Ormai era paonazzo in volto. «Io sono un uomo di Dio!» Una lunga auto nera accostò e l’uomo vi cacciò dentro il vecchio senza troppi complimenti, nonostante questi avesse cercato di divincolarsi con le poche forze rimastegli. Una volta dentro, si schiacciò il più possibile contro la portiera opposta a quella dalla quale era entrato, tentando di aprirla inutilmente. - «Non si agiti, maggiore, non le servirà. Lei mi dirà tutto quello che voglio sapere.» - «La prego, sono solo un umile servo del Signore, un uomo di Dio…» - «Oh, lei è sicuramente un uomo di Chiesa, maggiore, ma non un uomo di Dio. Glielo garantisco, così come le garantisco che smetterà di zappare nella vigna del Signore se non collaborerà». Detto questo, l’uomo bussò per tre volte contro il separé che li divideva dal’autista e l’auto partì. Fu allora che il maggiore Hans Hartmann si rese conto che attraverso quei finestrini oscurati avrebbe visto per l’ultima volta il pallido sole autunnale dell’Assia.
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James Clayton cercò di spremere dal flacone i pochi rimasugli di shampoo. Devo ricordarmi di comprarlo, accidenti. Si insaponò i capelli fischiettando, seguendo la musica diffusa dalle casse sparse per tutta la casa. Eseguì l’assolo di chitarra di “Child in time” e proprio durante gli ultimi accordi gli parve di sentire un rumore. Ma che danno da mangiare al bambino quelli del piano di sopra? Un giorno o l’altro me lo vedrò piovere in cucina.
L’uomo si accomodò su una delle tre poltrone del salotto. Non aveva intenzione di mettere fretta a Clayton, avevano tutto il tempo del mondo. La voce di Ian Gillan sfumò lentamente. Magnifico. “Made in Japan”, uno dei live più celebrati della storia della musica. L’uomo già pregustava il pezzo successivo quando la casa fu invasa da note chiaramente punk. “We are Godzilla, you are Japan”. Le analogie tra i Deep Purple e Lost Prophets si fermavano alla nazione orientale citata, per i giovani punk il paragone era una lotta persa in partenza. Il talento dei Deep Purple brillava ancora dopo quarant’anni, quello dei Lost Prophets era ancora tutto da dimostrare. In fondo al frastuono sentì un rumore metallico. Era la porta del bagno che si apriva. Clayton fischiettava allegramente. L’uomo ridacchiò, pensando al padrone di casa. Aveva ben poco di cui gioire, e poco dopo l’avrebbe scoperto.
James Clayton uscì dal bagno con solo un asciugamano intorno alla vita e si recò direttamente nella sua camera da letto. Lì rimase completamente nudo e si guardò nello specchio dell’armadio. Sono ancora troppo magro. Era stato da un dietologo qualche mese prima, sperando di riuscire ad acquistare un po’ di peso, ma i risultati tardavano ad arrivare. Quando era particolarmente preso da ciò che stava facendo al computer dimenticava di mangiare. E succedeva troppo spesso. Non per niente sei quindici chili sotto il tuo peso forma, brutto idiota. Nonostante andasse ormai per i trentuno, aveva ancora l’acne. Poca, ma c’era ancora, come se la sua pelle volesse ricordargli che a voler vivere come un ragazzino rischiava di restarlo per sempre, almeno dal punto di vista estetico. Si infilò un paio di larghi boxer, pantaloni di velluto a coste, una t-shirt a maniche lunghe e sopra quella un maglione, completando la mise con le solite sneakers. Asciugò ancora un po’ i capelli e li ravviò con la mano. Un vecchio compagno di college l’aveva invitato a bere una birra in un pub chiamato “Buckingham Palace”. Spense lo stereo da uno dei sensori periferici col telecomando e si mosse verso il salotto. Andrò benissimo così, non devo mica incontrare la regina…
- «Ah, bene. Per fortuna si è già vestito»,constatò l’uomo. Aveva scelto la vista migliore: dalla grande portafinestra di fronte a lui ci si beava di Westminster Abbey illuminata ad effetto. «Io metterei il cappotto, James. Londra in autunno non è così calda.» Clayton era fermo sulla soglia della stanza, il volto fisso in un’espressione di panico. - «Lei chi è? Come ha fatto a entrare?» La sua voce suonò isterica alle sue stesse orecchie. La pistola che lo sconosciuto gli puntò addosso lo impressionò ancora di più. La canna scattò un paio di volte verso la poltrona di fronte a quella dell’uomo, e Clayton accolse riluttante l’invito a sedersi. - «Si riposi un minuto con me, James. Parliamo.» Dall’altra parte, silenzio. - «Lei sa perché sono qui, vero?» - «Sinceramente, no.» - «”Sinceramente no”?», lo scimmiottò l’altro. «Lei è un attore fantastico. Se non sapessi che sta mentendo le crederei sulla parola. Che lavoro fa, James?» - «Perché?» - «James, mi sembrava superfluo specificare che sono io a fare le domande, qui.» - «Sono un consulente informatico.» - «La sua copertura fa schifo, James. La sua dichiarazione dei redditi non le permetterebbe di comprare neppure una delle casse del suo impianto audio-video, figuriamoci se un geek come lei potrebbe aspirare ad un appartamento nella City senza un aiutino… Per chi lavora, James?» - «Sono un… consulente informatico, gliel’ho già detto.» Tremava. - «Mettiamola così, James. Io so per chi lavora, la smetta di mentire e si calmi. Non ho intenzione di farle del male. Per ora.» L’uomo si alzò in piedi ed obbligò Clayton ad imitarlo con un solo sguardo. «Prenda il soprabito, lei verrà con me.» Attese imperturbabile che Clayton indossasse il lungo loden abbandonato sull’unica poltrona vuota e lo condusse fuori dall’appartamento continuando a tenerlo sotto tiro. «Le ho già fatto i complimenti per l’impianto? Bang & Olufsen, ottima scelta…»
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Raimundo Escobar si sentiva pieno come un uovo. La sua cuoca si era superata, quella sera, preparandogli tutti i suoi piatti preferiti: la torta di albicocche aveva concluso una cena superba, all’interno della quale non aveva visto un solo alimento non proveniente dalla sua hacienda. La sua enorme tenuta nelle Asturie meridionali rappresentava una parte esigua del suo patrimonio, ma era ciò di cui andava più fiero. Le Asturie erano una terra bella quanto difficile, e riuscire ad ottenere tanto dalle sue coltivazioni e dal suo bestiame era un traguardo per lui, un tempo poverissimo figlio di quelle montagne. Lasciò la tavola ed andò a sedersi nel patio antistante la sala da pranzo. Era autunno inoltrato ma la Spagna quella sera non smentiva la sua mitezza: la temperatura era gradevole ed Escobar si sporse dalla balconata, rimirando per l’ennesima volta le sue amate terre. Sono un uomo immensamente fortunato.
L’uomo attese che la cameriera avesse finito di sparecchiare, poi si introdusse silenziosamente nella grande sala, scivolò oltre le lunghe tende bianche e si trovò di fronte la schiena di Escobar. Dilettanti. Farlo fuori sarebbe stato un gioco da ragazzi, ma lui non era lì per quello. - «Buonasera, señor Escobar.» Lo spagnolo si voltò verso la voce priva di accento che l’aveva chiamato. Quando ne vide il proprietario fece una smorfia di disappunto. - «Mi scusi, ma non aspettavo visite. Il personale di servizio non mi ha nemmeno avvisato…. » Si avvicinò e strinse gli strinse la mano con convinzione. «Non credo di averla mai incontrata prima. Io sono Raimundo Escobar.» Un vero signore, è innegabile, si disse l’uomo. La fama di Escobar era meritata. Era piuttosto popolare nella zona, quando era in grado di dare una mano a qualcuno non si tirava mai indietro: la sua ultima benemerenza riguardava l’elargizione di duecentomila euro alla famiglia di un bambino malato di cuore, che giusto la settimana prima era stato operato. - «Señor Escobar, devo chiederle di seguirmi.» Colpita dalla luce delle alogene che illuminavano il patio, la pistola dell’uomo scintillò. «La prego, non opponga resistenza.» - «Ma cosa…» - «La prego, signore. La mia ammirazione per lei è tanta che dover usare la forza mi dispiacerebbe sul serio.» Escobar lo fissò, stupefatto. - «Non credevo che sareste arrivati così presto.»
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Michael Saint-Claire accolse il suo uomo migliore con un abbraccio. - «Paolo! Bentornato!» - «Grazie, Michael. La trovo bene.» - «La terapia sta facendo effetto, per fortuna. Piuttosto, sono stato in clinica negli ultimi due giorni. Immagino che ti sia occupato tu di tutto.» - «Certo.» - «A che punto siamo?» - «Sono arrivati tutti.» L’uomo dai capelli bianchi si rallegrò. Paolo Magris era stato il migliore investimento che la Confraternita avesse mai fatto. Discendente da una famiglia che vantava affiliati dal tredicesimo secolo, era il miglior braccio operativo che avessero mai avuto. Puntuale, discreto, preciso sino ad essere giudicato maniacale, Paolo non aveva mai sbagliato durante le missioni che gli erano state affidate. Esperto dello stile Tigre-Gru, boxeur a tempo perso, sapeva diventare letale, se necessario. Saint-Claire gli avrebbe messo in mano la sua vita. - «Perfetto. Chiama loro, adesso.» - «Di già? Non vogliamo interrogarli prima noi? Potremmo…» - «Chiamali, Paolo. Offri loro qualunque cosa, ma portali qui. Sono stati formati per anni per questo. È ora che assolvano al loro compito.» - «Mi metto in moto subito.» - «Bene. Li voglio qui entro tre giorni.» - «Non si preoccupi. A costo di andarli a prendere di persona, ci saranno.»
Paolo Magris non avrebbe accettato ordini tanto perentori da nessun’altro, ma Michael Saint-Claire era per lui l’equivalente di un padre. Gli aveva dato un lavoro che amava, agiatezza economica, la possibilità di studiare in ambienti esclusivi. Aveva trentacinque anni e non riusciva a ricordarsi quando l’aveva incontrato la prima volta: i suoi genitori erano morti quando era molto piccolo ed aveva sempre vissuto con suo nonno, amico d’infanzia di Saint-Claire. Questi, figlio di padre scozzese e madre italiana, aveva conoscenze dappertutto e non aveva mai mancato di aiutarlo, e anche se era affetto da una forma di leucemia piuttosto rara cercava di essere sempre presente, sia sul lavoro che nella sua vita. Gli voleva bene, troppo bene per procurargli qualunque dispiacere. Avrebbe mandato il più bravo nelle pubbliche relazioni. Sì, Guido è la persona giusta. Alex Sullivan depose l’ultima valigia sul nastro trasportatore ed attese che l’addetta al peso fiscale dei bagagli gli dicesse di quanto sforavano rispetto allo standard permesso. Una penale veniva applicata ad ogni chilo di troppo, e sapendo quanto aveva faticato nel trascinare col carrello cinque valigie strapiene era preparato ad un importo alto, ma quando l’impiegata pronunciò la cifra per poco non gli venne un colpo. Un furto rimaneva un furto, anche se legalizzato. Sperò che l’uomo che al telefono gli aveva promesso un compenso principesco per il suo lavoro di storico medievale non l’avesse preso in giro. Pagò con la carta di credito, maledisse mentalmente chiunque avesse fissato quelle tariffe e con la sua tascapane stipata di libri procedette verso l’imbarco dell’aereo che l’avrebbe condotto a Parigi, dove ne avrebbe poi preso un altro verso la sua destinazione finale. L’uomo aveva parlato anche di una stretta collaborazione con il professor Anderson, un luminare della storia delle letteratura europea medievale, che da sola valeva il viaggio e centottanta dollari al check in. Il biglietto poi era stato pagato dal suo misterioso nuovo committente di ricerche, e lo stesso sarebbe accaduto a tutti i suoi conti una volta a destinazione; la decisione di portarsi tutti quei libri come supporto alla ricerca era stata sua e ne accettò malvolentieri le conseguenze. Che ladri… Stava ancora fissando incredulo la ricevuta in quando urtò abbastanza violentemente chi in quel momento stava incrociando la sua strada. Afferrò il corpo che aveva davanti come meglio poté per impedirgli di cadere, senza rendersi conto di dove stava mettendo le mani. Troppo tardi comprese di aver afferrato un braccio e di essersi appoggiato sull’attaccatura tra la coscia ed il gluteo con l’altra mano. Lasciò la presa all’istante. - «Hei, guardi che ha combinato!!!» Aveva preso in pieno una donna. Una donna che quando non era arrabbiata doveva essere carina, con lunghi capelli scuri e grandi occhi color caramello che privi di furia omicida dovevano essere piuttosto conturbanti. In mano teneva i resti di quello che era stato un caffè americano, e anche se la camicia, la giacca e i pantaloni erano completamente rovinati manteneva un certo contegno, sebbene fosse chiaro che moriva dalla voglia di renderlo altrettanto malconcio. - «Mi perdoni, non so dove ho la testa…» - «Provi a cercare nei pantaloni, magari la trova.» Alex inizialmente non capì il riferimento, poi si accorse che le stava fissando con insistenza la camicetta. Beh, forse non proprio la camicetta. - «Mi creda, se potesse togliersi i vestiti sarei immensamente felice…» Una pausa di troppo e la pazienza residua della sconosciuta evaporò in una frazione di secondo. Il poco caffè rimasto si trasferì dal fondo del bicchiere alla faccia di Alex senza troppi complimenti. - «Lei è consapevole di essere un porco?!» Si allontanò velocemente, furibonda. - «Intendevo dire che sarei stato felice di farli lavare a mie spese!»Aveva quasi gridato, e pensò che non avrebbe mai saputo se l’aveva sentito: non l’aveva degnato neanche di uno sguardo.
Fantastico! Dovevo proprio andare a sbattere contro il re dei maniaci sessuali?! Fortunatamente il JFK di New York era un luogo pieno di risorse impensabili in qualunque altro aeroporto del mondo, ma quella disavventura era arrivata a costare 50 dollari di tintoria, senza contare i 200 spesi per un cambio d’abito acquistato nel duty free in tutta fretta. L’abito le sarebbe stato recapitato nel suo ufficio all’università, le avevano promesso che sarebbe tornato come nuovo, ma quello che l’aveva irritata maggiormente era stato il cattivo gusto di quel tizio. Senza contare che aveva dovuto sostituire il suo tailleur pantalone con un abitino in maglina troppo attillato per i suoi gusti, dato che il resto era troppo corto o troppo scollato per lei. Per fortuna quel matto non aveva avuto a tiro il suo cappotto e le scarpe col tacco erano illese. Katherine Anderson sperò di non incontrare mai più quel cretino. Dapprima aveva pensato che si fosse trattato di un semplice incidente, poi aveva fatto il conto e la maggior parte delle volte che le era capitato di essere tamponata a piedi dietro di lei c’era qualcuno che intendeva palparla, e anche in quel caso s’era verificato. Da quando in qua si sostiene qualcuno mettendogli una mano sul sedere, stupido idiota senza cervello?! Aveva ancora in mente il tentativo maldestro di “aiutarla” e lo sguardo azzurro dello sconosciuto imbambolato sul suo seno. Maniaco. E dire che non era neanche brutto. I capelli scuri erano un po’ troppo lunghi ma non stonavano con l’insieme ed il velo di barba di un paio di giorni gli donava persino. Era alto una quindicina di centimetri più di lei ed era vestito in modo casual senza risultare trasandato, ma si trovò ad ammettere che quello che l’aveva colpiva maggiormente erano quegli strabilianti occhi blu. Due pezzetti di cielo per un maniaco… che spreco. Sentì chiamare l’imbarco dell’aereo e si avviò verso il gate, sperando di non incappare in qualche altro intoppo sulla via per Parigi.
Quando trovò il suo posto sull’airbus della AirFrance Alex riuscì a stento a non scoppiare a ridere. Seduta dal lato del finestrino, già completamente assorta nella lettura di un libro di Ellis Peters, c’era l’Erinni che gli aveva innaffiato la faccia di caffè appena mezz’ora prima, senza peraltro riuscire a sporcargli i vestiti. Lei invece si era cambiata, e si complimentò con se stesso. Nonostante la brevità dell’incontro, non si era sbagliato: era una donna che chiunque avrebbe notato per strada, non avrebbe saputo dire bene qual era la sua caratteristica migliore. L’insieme era accattivante, anche se piuttosto lontano dalla comune concezione di perfezione di moda e star system. Si mosse il più silenziosamente possibile per evitare di distrarla, prese posto a sua volta e per attirare la sua attenzione sbirciò il libro, sfruttando la sua altezza. - «Che cosa legge di bello?» - «Ancora lei?! Devo denunciarla per molestie?» Gli occhioni color oro liquido erano nascosti dietro ad un paio di occhiali da segretaria imbranata. Ciò che vide gli piacque tanto da prendere coraggio e tentare l’impossibile. - «Le giuro che non avevo idea che avremmo preso lo stesso aereo. Prima intendevo dire che avrei volentieri pagato la tintoria per il danno che ho fatto, ma… non me ne ha dato il tempo.» Sei scappata insultandomi, per la cronaca. - «Anche se volessi credere alla sua buona fede, come me la spiega quella mano sul mio didietro?» - «Un terribile equivoco, sono stato preso alla sprovvista e volevo evitare che cadesse… ho fatto del mio meglio. Sono desolato, non avrei mai voluto fare nulla che potesse offenderla. Vorrei farmi perdonare.» Le rivolse il suo sorriso migliore e le porse la mano. «Io sono Alex.» L’espressione di lei si sciolse finalmente in un sorriso. Aveva deciso di concedergli una chance. - «Io sono Kate, piacere di conoscerti.»
Kate dovette ammettere che Alex non era male: era riuscito a non toccare l’argomento lavoro per tutte le otto ore di volo. Solitamente la maggior parte delle persone che conosceva storceva il naso all’idea di trovarsi di fronte a qualcuno che aveva lo studio come principale occupazione nella vita. Alex, forse per rimediare al guaio che li aveva fatti conoscere, forse perché il suo carattere, l’aveva semplicemente fatta ridere. Un comico nato. Le era quasi spiaciuto salutarlo al termine del volo a Parigi, e non solo perché era un uomo indubbiamente affascinante. Era l’uomo più divertente che avesse mai incontrato. Era evidente che era una persona di cultura, ma non aveva accennato né ai suoi studi né al suo mestiere. Si erano scambiati i biglietti da visita e si erano promessi di vedersi una volta rientrati in America. Non avrebbe chiamato per prima ma nonostante ciò era sicura che l’avrebbe rivisto.
Alex finì di caricare sul carrellino l’ultima valigia. L’aeroporto di Firenze, intitolato all’uomo che aveva dato il nome all’America dalla quale Alex proveniva, non era certo grande, ma era ben organizzato. Ripensò a Kate per un istante, e gli venne in mente un’espressione di Chuck Palahniuk: lei era stata sicuramente la sua migliore amica porzione singola di sempre. Era indubbiamente intelligente, spiritosa e quando si era sbarazzata dell’aria da principessa di ghiaccio che sfoggiava con gli sconosciuti l’aveva conquistato. Aveva sorriso molto, e tutte le volte in cui l’aveva fatto l’intero aereo s’era illuminato. La chiamerò prima di tornare a New York… un week end in Europa con lei non mi spiacerebbe affatto. Vide l’uomo che era venuto a prenderlo da lontano, teneva in mano due cartelli ed uno di questi recava il suo cognome. - «Sono Alex Sullivan. Lei dev’essere Guido, il signor Magris l’aveva descritta davvero bene.» - «Sono colpito, professore. Il suo italiano è eccezionale.» - «Chiamami Alex, e diamoci del tu se ti va... Ho studiato qui per due anni, e la vostra lingua ha fatto la storia. Non potevo esimermi. È stato un onore e un piacere.» - «Mi commuovi quasi… i nostri giovani non conoscono più la nostra lingua… il professor Anderson non è con te?» - «No, non ci siamo incontrati… avremmo dovuto?» - «Certo. Vi abbiamo messi sugli stessi aerei apposta!» - «Sta scherzando?» - «Certo che no! Il volo per Parigi dovreste averlo fatto seduti vicini!» - «Vicino me c’era seduta una ragazza, e ti garantisco non somigliava neppure alla lontana al professor Anderson… niente pelata, niente pancetta…» - «Il professor Anderson è qui», disse una voce che conosceva alle sue spalle. «Niente pelata, niente pancetta, ma è qui.» Kate era dietro di loro e sembrava resistere appena ad un attacco di risate. - «Tu sei K. Anderson?» Alex non credeva ai suoi occhi. - «Beh, sì. Mio nonno era Kevin Anderson ma è morto l’anno scorso. Si da il caso che io mi chiami Katherine, e che abbia una laurea, soprattutto. In realtà due, ma non sottilizziamo.» - «Sì ma tu sei…» Non fece in tempo a terminare. Fu interrotto da Guido. A quanto pare fai a tutti lo stesso effetto, K. Anderson, pensò Alex. - «Io sono Guido, professore. Guido Cavalcanti.» Le labbra del fiorentino le sfiorarono appena il dorso della mano destra. - «Guido, ì vorrei che tu e Lapo ed io fossimo presi per incantamento, e messi in un vasel ch'ad ogni vento per mare andasse al voler vostro e mio… Sei un suo parente? Dio, l’Italia non finirà mai di sorprendermi.» Il sonetto di Dante che Kate aveva citato strappò uno sguardo d’ammirazione all’omonimo del grande poeta. - «Sono suo bis-bis-bis-bis-bis-bisnipote, ma i bis sono molti più di questi. Ho un nome un po’ impegnativo ma cerco di portalo meglio che posso. Professore, basterebbe la sua conoscenza dei nostri poeti a giustificare la vostra presenza qui, ma vi prego di seguirmi… in città ci stanno aspettando.» - «Solo una cosa, Guido… chiamami Kate. Quando mi chiami professore mi viene istintivo cercare in giro mio nonno.»
Parecchie ragioni mi hanno spinta ad iniziare questo “coso”. Anzitutto, l’allenamento. Finché non inizierò a scrivere qualcosa di davvero serio questo potrà essere un buon esercizio di stile, senza considerare che le vostre critiche (da lasciare nei commenti, ci tengo) potranno aiutarmi a crescere come scrittore (sempre che io sia qualcosa di lontanamente simile al significato di questa parola). Io ho bisogno di raccontare le storie che mi nascono nella testa, altrimenti non mi sento realizzata. Questa spingeva da un po’ per uscire, quindi eccola qui. Ho cercato e cercherò di essere il più descrittiva possibile, se non altro perché le ambientazioni che ho in mente sono molte: se non lo fossi abbastanza, ditemelo. Per quanto riguarda i gusti musicali di James Clayton, si tratta di semplici passioni. Quella per i Deep Purple spero di non doverla spiegare. Io amo la musica anni ’60, ma riuscite ad immaginarvi un inglese che ascolta i Profeti? L’unico modo per citarli era sfruttare il nome di qualcun altro ed un piccolo trucco linguistico. A buon intenditore… 28 Settembre 2008
AL BAR DELLO SPORTIo tifo per la Juventus. Lo sanno tutti, c'è persino lo scudetto della mia squadra apposto sul blog. 18 Settembre 2008
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IERI, OGGI E DOMANI. MA SOPRATTUTTO OGGI, DIREI. 09 Agosto 2008
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08 Agosto 2008
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07 Agosto 2008
QUI PARLA ALETTO, MI SENTITE?Nella mitologia greca Tisifone, Aletto e Megera erano conosciute come Erinni, terribili donne alate con serpenti al posto dei capelli.
OGNI EX A.P. DEL MONDO CAPIRA'... OH SE CAPIRA'!!!
06 Agosto 2008
NOTTURNO, CAMDEN LOCK 05 Agosto 2008
GENERAZIONE DI FENOMENIChi, come noi è cresciuto ammirando le alzate di Tofoli, i servizi di Sartoretti e l'intera Italvolley, per non parlare delle schiacciate di quel geniaccio di Bas Van de Goor, il Michael Jordan della pallavolo, oggi non poteva non divertirsi... 03 Agosto 2008
IL CUBO DI RUBIK E L'INCORREGGIBILE STREGAIeri sera sono uscita vestita che sembravo una delle Streghe di Eastwick. 30 Luglio 2008
TOTALMENTE AFFASCINATAEd abbacinata, direi, visto il caldo che ho beccato oggi. 28 Luglio 2008
AVRO' ANCHE DUE BRACCIA BELLISSIME, MA SONO PUR SEMPRE RUBATE ALL'AGRICOLTURA...
26 Luglio 2008
WHY SO SERIOUS?Premessa: a me i film sui supereroi piacciono. Li ho visti proprio tutti, ma tutti tutti. |